Presentazione

Pittore che cerca di intuire l’attimo della suggestione, il vibrare breve ed intenso del pensiero.

Sfumature di dolcezze percepite, d’emozioni vissute.

Sintesi quindi di sentimenti che, sviluppatisi in momenti di particolare sensibilità, si condensano in una narrazione romantica, evocatrice.

In tutta la pittura di Jannitti si coglie un senso di attesa, una necessità di ripensamento, una ricerca d’acquietante armonia.

Anche i drammi o le angosce sembravo trovare nella morbidezza dei colori e nella dolcezza dei soggetti, principi di quiete, il placarsi nelle assonanze cromatiche.

Il tempo si connatura allo spazio e talvolta par quasi di trovarsi dinnanzi a racconti in cui lo spazio sia senza tempo, ovvero sia spazio ideale e idealizzato, fermatosi in una sorta di stupita riflessione contemplativa, dai risvolti magici.

Paesaggi e figure non rappresentano per l’Artista storie a sé stanti, ma appaiono come brani conseguenti di un dialogo corale, in continua espansione, brani che s’integrano, sino a creare una trama delicata che palpita tra natura ed umanità, tra visione e immaginazione.

Da questo filtrare d’emotività, dal chiarore delle luci che a tratti si condensano e in altri si rarefanno, dall’ammorbidirsi graduale dei colori, dall’estenuarsi degli orizzonti, i paesaggi di Jannitti assumono il valore di un’individuazione costante di stati d’animo che si alternano e si rilevano.

Nelle figure c’è il senso di un velato stupore, una predisposizione nell’accettare gli eventi adeguandosi al destino. C’è insomma, una vita che nasce dal di dentro di ognuno come un tenue chiarore e si apre in brevi accenni di sorriso o fermarsi in fugaci espressioni di volti o in riposanti atteggiamenti di membra.

Semplicità e purezza emergono dalla lettura delle opere di Jannitti; un modo di essere e di pensare che fa bene e forma una pausa d’armonica trepidezza tra il trascolorare delle cose. Forse anche un viaggio a ritroso in tempi lontani, in aree di distanti ricordi, in sentieri di quasi dimenticate nostalgie, in angoli di scolorite tristezze che nel rievocarsi assumono ora colori tenui e poetici che anziché far soffrire aiutano a vivere, attenuando la realtà nel soffuso traslocare dei sogni.”

ITALO CARLO SESTI

“Tonalità varie del verde, dell’azzurro, del giallo adoperati con mano leggera che incide sulla tela il particolare, le sfumature, e armonizzano il soggetto rendendolo interprete principale dell’opera. Qua e là macchie rossicce, zone color terra. In esse predomina ancora il dettaglio, la puntualizzazione di alcuni settori del dipinto risolutivi agli effetti visivi e soprattutto alla motivazione del contenuto.

I paesaggi che costituiscono il tema ricorrente nelle opere di Mario Jannitti, appaiono in una luce diversa, nuova, distante dal significato che si suol dare a questa espressione artistica.

I cieli striati di soffice bianco sono virgole di pausa poste al limite in alto della tela per segnalare un’importanza secondaria a quella contenuta nel tema e quando assumono più ampia estensione, esprimono la maggiore profondità del paesaggio sottostante per richiamarci a considerazioni legate nell’ambiente in cui viviamo. Il soggetto che si ripete e tuttavia varia nelle tele di Jannitti, rappresenta la causa, la base del discorso: ma in realtà la sua arte è indirizzata all’effetto, a quanto è insito nel tema stesso e si propone un linguaggio che non è solamente interpretativo. I suoi quadri si ascoltano e il tono modulato di voce che scandisce sillaba per sillaba le parole di quest’originale colloquio, penetra e s’incide nell’animo di chi ascolta.

Racchiusi in un alone di poesia, narrano la meravigliosa storia della natura, delle sue creature, degli incanti di un paesaggio che si espone in tutta la sua bellezza.

E’ una vecchia storia che quest’artista ci ripropone acutizzando le note dell’inno così che l’assordante rumore delle tecniche moderne in esse si annulli e lo scempio e la distruzione largamente operate sulle cose della natura evidenzino la loro mostruosità e ci riconducano al rispetto del mondo che ci circonda.

Mario Jannitti ha appreso dalla scuola d’Arte le nozioni necessarie ad una base di cultura, ma il bisogno di una ricerca per un’esigenza personale di comunicazione l’ha spinto a liberarsi di quei legami che limitano o perlomeno condizionano la creatività dell’artista.

Da quest’atto di volontà è nata la sua interpretazione e la capacità di condurre un discorso positivo al di fuori di ogni schema pur usando mezzi e svolgendo temi che hanno un loro definito aspetto classico.

L’originalità è in quel qualcosa di nuovo che Jannitti dice con semplicità e incisività.”

VITULIO MARGARITELLI