Note Critiche

Hanno scritto di MARIO JANNITTI:

– … l’artista vive e si esalta nel paesaggio, paesaggio il cui carattere fondamentale è la bontà. Egli osserva il paesaggio in letizia e in letizia lo trasmette agli altri, nella certezza che lo accolgano con lo stesso animo. E ciò avviene puntualmente, così che una sensazione di particolare serenità raggiunge chi guarda donandogli momenti di larga distensione e i verdi giuocano un ruolo di notevole importanza in questa pacificazione dell’animo, che peraltro ogni giorno diventa più difficile. Jannitti è un innamorato che vede con occhio affettuoso la natura in ogni piega della quale ritrova ed evidenzia almeno un motivo di letizia. La luminosità delle vedute, selezionate da un occhio attento, rivela una gratitudine che si traduce in arte. Ed è veramente cosa bella riconoscere luoghi noti attraverso una mediazione pittorica di tanta eleganza e chiarezza. In un momento in cui si tende al livellamento espressivo con linguaggi universalizzati, è un fatto di grande conforto trovare un pittore come Jannitti che conosce la serenità in una terra cui ancora è possibile evitare l’angoscia.

(Dino Satolli)

– … in tutta la pittura di Jannitti si coglie un senso di attesa, una necessità di ripensamento, una ricerca di acquietante armonia. Paesaggi e figure non rappresentano per l’Artista storie a sé stanti, ma appaiono come brani conseguenti in un dialogo corale, in continua espansione, brani che s’integrano, sino a creare una trama delicata che palpita tra natura e umanità, tra visione e immaginazione. Semplicità e purezza emergono dalle letture delle opere di Jannitti: un modo di essere e di pensare che fa bene e forma una pausa di armonica trepidezza tra il traslcolorare delle cose.

(Italo Carlo Sesti)

– … Jannitti è un pittore paesaggista, figurativo, sereno che ama riportare una natura desiderata. Egli non cerca nel tempo di trovare novità a tutti i costi ma vuole dimostrare la sua coerenza, la sua perfezione che il lavoro costante ha confermato e maturato. Il mondo vegetale, la campagna, i filari di alberi, le strade solitarie, non le grandi arterie di traffico, ma le strade dove si può ancora passeggiare, portandosi dietro i pensieri e le dolci riflessioni. La pittura di Jannitti ci offre veramente degli stati d’animo che potremmo per semplicità chiamare idilliaci e che vogliono indicare un modo di vivere in serenità, dopo aver dimenticato l’assordante frastuono della città, col desiderio di ritrovare proprio in quel verde che Jannitti ama dipingere uno stato ideale e una condizione preferenziale di vita. La dolcezza nei dipinti di Jannitti nasce proprio da quel tanto d’indefinito, per cui il quadro è più una suggestiva visione che una fedele riproduzione della realtà. Mario Jannitti non dipinge soltanto le impressioni, ma spesso sono i ricordi che si sovrappongono nel tempo con una squisita sensibilità che fa di questa pittura un’arte singolare accettata positivamente da tutti. Un pittore che non meraviglierà l’osservatore ma che lo prenderà un poco per volta, circondandolo di visioni, specchio dei desideri umani in questa tormentata esistenza.

(Toni Bonavita)

– … Mario Jannitti è pervenuto così senza clamori, con il suo canto a mezza voce, con la misura riluttante alle catalogazioni ufficiali, a un’esemplare e incisiva autonomia. Il suo temperamento l’ha portato ad opporsi ai paradigmi di tutti gli equivoci accampati alla lezione berensoniana ma ancor di più a non temere l’accusa di conformismo visualista, sapendo che non c’è rivelazione senza dialogo e che la realtà può universalizzarsi, nell’opera d’arte, solo se rivissuta in profondità dei silenzi dello spirito. Perciò ci commuove in Jannitti l’inserto della figura in una strada solitaria, un paesino acquartierato su una sella montuosa, un mattutino georgico immerso nella luce di primavera. Si avverte che il pittore è a tu per tu con un’epifania di bellezza, ma ne vuole intendere, di là degli accademismi provvisori, il volto segreto, il significato ultimo.

(Renato Civello)

– … Jannitti ha sempre realizzato quadri che fin dalla prima fugace occhiata rendono palese – in virtù di una serie di componenti distintive – l’estro e la mano del loro autore. E’ pittore dalla personalità ormai ben individuata ed individuabile, dotato di un vocazionale amore per la natura mai disgiunto da un costante desiderio di ricerca, di movimento, di nuove soluzioni inventive. Pittore riservato, romantico, sognatore geloso della sua arte Mario Jannitti sembra aver enucleato nei suoi quadri un vitalizzante invito a ricercare ancora e sempre, oltre ogni possibile bruttura, il lato fantasioso e bello dell’esistenza. Una proposta di speranza: questo ci pare debba essere il messaggio ultimo del Nostro e in questa luce amiamo intendere il suo paziente lavoro d’artigiano del colore.

(Archie Pavia)

– … I paesaggi che costituiscono il tema ricorrente nelle opere di Mario Jannitti, appaiono in una luce diversa, nuova distante dal significato che si suol dare a questa espressione artistica. I suoi quadri si ascoltano e il tono modulato di voce che scandisce sillaba per sillaba le parole di quest’originale colloquio, penetra e s’incide nell’animo di chi ascolta. Racchiusi in un alone di poesia, narrano la meravigliosa storia della natura, delle sue creature, degli incanti di un paesaggio che si espone in tutta la sua bellezza. Steli d’erba, alberi rigogliosi, declivi, radure incastonate tra i boschi, avvolti di fascino ci manifestano nella loro semplicità l’importanza della loro esistenza e come e quanto si sia legati ad essi. E’ una vecchia storia che quest’artista ci ripropone acutizzando le note dell’inno così che l’assordante rumore delle tecniche moderne in esse si annulli e lo scempio e la distruzione largamente operate sulle cose della natura evidenzino la loro mostruosità e ci riconducano al rispetto del mondo che ci circonda.

(Vitulio Margaritelli)

– … Trovare una forma di espressione nuova è sempre il sogno di ogni artista che spera di realizzare le sue opere in modo originale, diverso da ogni altro. Ma credere onestamente nel proprio patrimonio culturale esprimendosi con i mezzi tecnici e gli stilemi che si ritengono più consoni al proprio modo di sentire consente una corretta opera di estrinsecazione delle proprie sensazioni nel deside­ rio di comunicarle agli altri. Anche le rappresentazioni figurative che hanno una maggiore difficoltà ad essere innovative possono raggiungere buoni effetti emozionali quando consentono all’osser­vatore di ricordare o di credere di ricordare paesaggi visti in passato nella realtà o nel sogno o figu­ re che, non identificabili somaticamente, assurgono a simbolo emblematico della umanità che ci cir­conda. Mario Jannitti è un pittore che in alcune opere ricorda Fattori ed in altre Signorini, ma con una personale interpretazione del vero rendendo l’impressione visiva con immediatezza e sicurezza. La sua tavolozza è ric;ca,la luce viene dall’artista sentita come presenza di energia raggiante che agisce in forma attiva per rendere più suggestiva la visione. Egli non indulge ai particolari, ma è sempre chiaro nella presentazione dei paesaggi, nell’indivi­duazione delle specie vegetali, nell’ambientazione serena degli animali. Le sue trasparenze sono emozionanti perché fanno immaginare il migrare di greggi lungo i corsi d’acqua o il sostare di peco­re e cavalli nei prati per serene pasture. In ogni opera comunque si evidenzia la grande emozione dell’artista per il miracolo quotidiano della natura che con i suoi ritmi eterni ed invariabili scandisce le ore della nostra esistenza avvol­gendoci in atmosfere che privilegiano serenità ed armonia.

(Fiorello F. Ardizzon)